csrd2026-02-2012 min di lettura

ESRS S2 Value Chain Workers: What to Report on Supplier Labour Practices

ESRS S2 Value Chain Workers: What to Report on Supplier Labour Practices

Introduzione

Lei, come professionista di compliance o dirigente IT delle banche italiane, può intraprendere un'azione pratica nel prossimo decennio: controllare l'ultima relazione di sostenibilità della sua azienda. Verificare se gli aspetti relativi ai lavoratori della filiera di fornitura (value chain workers) sono trattati adeguatamente, secondo gli standard ESRS S2. Questo non è solo un'attività burocratica, ma un passo essenziale per mantenere la conformità con i regolamenti europei più recenti e per proteggerne la reputazione e le finanze.

Per le banche europee, e in particolare per quelle italiane come UniCredit, Intesa Sanpaolo e Mediobanca, questioni come trattati equi e condizioni di lavoro sono alla ribalta a causa delle nuove direttive come la CSRD (Directive). Ciò che è in gioco è considerevole: multe amministrative fino a centinaia di migliaia di euro, fallimenti nelle audizioni, interruzioni operative e danno alla reputazione.

Il Problema di Fondo

Il problema va oltre una semplice descrizione superficiale. La mancata conformità alle pratiche di lavoro degli fornitori costa alle aziende in termini di EUR persi, tempo sprecato e esposizione ai rischi. Le aziende che sottovalutano l'importanza di queste pratiche possono dirottare risorse significative per affrontare le conseguenze di, dalla gestione delle cause legali al ripristino della reputazione.

Perché è così costoso? Ad esempio, un'azienda che non verifica le condizioni di lavoro nei propri fornitori rischia di dipendere da fornitori che sfruttano i lavoratori o che non rispettano le leggi sul lavoro. Se viene scoperto, può causare una perdita di fiducia tra i clienti, i partner e la società stessa. Potrebbe anche essere soggetta a multe da parte delle autorità competitive come la Banca d'Italia o la CONSOB, che vigilano sulla conformità degli istituti finanziari.

Cosa fanno sbagliare molte organizzazioni? Non iniziare con una chiara comprensione delle loro responsabilità di reporting. Secondo gli standard ESRS S2, è necessario riferire su una serie di indicatori relativi ai lavoratori della filiera di fornitura, tra cui le pratiche di reclutamento equo, le condizioni di lavoro sicure e la tutela dei diritti dei lavoratori.

Ci sono riferimenti normativi specifici che dicono come gestire queste questioni? Sì. Per esempio, gli articoli 2 e 4 della direttiva CSRD richiedono agli enti di emissione di fornire una relazione di sostenibilità che includa informazioni dettagliate su come gestiscono i rischi sociali, tra cui quelli relativi al lavoro.

Per i fornitori delle banche italiane, questo significa che devono poter dimostrare che rispettano standard internazionali come le norme del lavoro dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). Se non lo fanno, l'ente finanziario potrebbe affrontare conseguenze negative, tra cui multe significative o la perdita della licenza di esercizio.

Perché È Urgente Ora

Le modifiche normative recenti e le azioni di controllo delle autorità competenti rendono questo aspetto più importante che mai. La direttiva CSRD, ad esempio, estende l'obbligo di reporting non solo alle imprese di grande dimensione ma anche alle piccole e medie imprese (PMI), che spesso forniscono servizi o beni alle banche.

Oltre alle pressioni normative, ci sono pressioni di mercato che rendono urgente l'azione. I clienti stanno diventando sempre più consapevoli dei propri diritti e delle loro responsabilità sociali e ambientali. Richiederanno sempre di più alle banche di dimostrare che le loro pratiche di lavoro e gli standard dei loro fornitori soddisfano criteri di sostenibilità elevati.

La discrepanza tra dove si trovano molti enti finanziari italiani e dove dovrebbero essere è significativa. Molte organizzazioni non hanno ancora sviluppato un'approccio strutturato alla gestione dei lavoratori della filiera di fornitura, lasciando così aperte vulnerabilità significative.

Lei, come professionista di compliance o dirigente IT delle banche italiane, può quindi intraprendere diversi passaggi per affrontare questa sfida:

  1. Valutare la propria catena di approvvigionamento per identificare i fornitori chiave e le aree a rischio.
  2. Verificare se i propri fornitori soddisfano gli standard minimi di sostenibilità che l'azienda ha stabilito, tra cui gli standard per i lavoratori della filiera di fornitura.
  3. Integrare le questioni di sostenibilità nella strategia aziendale e nella comunicazione interna e esterna.
  4. Investire in formazione e consulenza per assicurarsi di essere al corrente delle migliori pratiche e dei cambiamenti normativi.

In sintesi, comprendere e gestire i lavoratori della filiera di fornitura in base agli standard ESRS S2 non è solo una questione di conformità, ma anche una questione di business. Offre un'opportunità per migliorare la performance aziendale, aumentare la fiducia tra i clienti e proteggere la reputazione dell'azienda.

Il Framework di Soluzione

Lei come professionale di compliance si confronta quotidianamente con la complessità delle pratiche di lavoro dei fornitori all'interno della propria catena di valore. ESRS S2 (European Sustainability Reporting Standards) presenta una serie di requisiti specifici riguardo alle informazioni su questi aspetti. Ecco un approccio passo-passo per affrontare queste sfide.

Passo 1: Mappatura della Catena di Approvvigionamento

L'inizio di qualsiasi strategia di reporting sociale è la conoscenza approfondita della propria catena di approvvigionamento. Lei dovrebbe identificare e catalogare tutti i fornitori e i partner commerciali coinvolti nei processi aziendali. ESRS S2 richiede una trasparenza completa, quindi è necessario comprendere la posizione di ciascun fornitore e le sue pratiche di lavoro. Questo processo può essere data molto arduo ma è fondamentale per garantire che i fornitori rispettino gli standard di lavoro accettabili.

Raccomandazione specifica: Utilizzare strumenti di intelligence sulla catena di approvvigionamento per raccogliere e analizzare i dati dei fornitori.

Passo 2: Valutazione e Audit dei Fornitori

Una volta identificati i fornitori, il prossimo passo è quello di eseguire audit periodici delle loro pratiche di lavoro. Questi audit devono essere allineati agli standard di CSRD e ESRS S2.

Raccomandazione specifica: Creare un piano di controllo annuale che include controlli di conformità sui diritti dei lavoratori, la safety nei luoghi di lavoro, la retribuzione e le condizioni di lavoro.

Passo 3: Reporting e Misurazione

Le Aziende sono tenute a misurare e riportare i loro progressi in materia di. ESRS S2 richiede una comunicazione chiara e trasparente sugli obiettivi e le performance.

Raccomandazione specifica: Misure chiave come il numero di casi di violazione dei diritti dei lavoratori, la percentuale di fornitori con pratiche di lavoro conformi agli standard della società, e così via.

"Buon" vs. "Solo Passare"

Per "buon" si intende una gestione che va oltre i requisiti di base, proattiva e che contribuisse all'impatto sociale positivo e sostenibile dell'azienda. "Solo Passare" è semplicemente rispettare i requisiti minimi.

Errori Comuni da Evitare

Ecco i top 3-5 errori che le organizzazioni fanno quando si occupano dei rapporti sui lavoratori della catena di approvvigionamento.

Errore 1: Mancanza di Trasparenza

Le aziende spesso non forniscono informazioni sufficienti sui fornitori, lasciando un'area grigia in cui la responsabilità sociale è sfiduciosi. Questo è un grave errore perché la trasparenza è all'essenza della responsabilità sociale (consapevolezza e azione).

Cosa fare invece: Adoptare una strategia di full transparency, inclusa la pubblicazione dei nomi dei fornitori e le loro performance lavorative.

Errore 2: Valutazioni Inflessibili

Le aziende tendono a sottovalutare la complessità delle loro catene di approvvigionamento, ignorando i livelli più profondi.

Cosa fare invece: Attivare un processo di valutazione multi-livello per comprendere le dinamiche lavorative a tutti i livelli della catena di approvvigionamento.

Errore 3: Mancanza di Azione

Le aziende raccolgono dati ma non agiscono basandosi su queste informazioni. E' come leggere la thermometer senza cambiare l'acqua calda.

Cosa fare invece: Creare un sistema di feedback attivo basato sui dati raccolti, che permetta di agire in modo mirato per migliorare le pratiche dei fornitori.

Strumenti e Approcci

Quando si parla di compliance, esistono due approcci principali: il manuale e quello automatico.

Approccio Manuale

Il manuale può essere più personalizzato e adeguato alle esigenze specifiche dell'azienda, ma richiede molto tempo e risorse umane. Può essere efficace per aziende piccole o per quelle con catene di approvvigionamento semplici.

Vantaggi: Controllo diretto, adattabilità.
Svantaggi: Costoso, time-consuming, esposizione a errori umani.

Approccio Automatico

Le piattaforme di compliance automatizzate sono diventate una realtà. Esse possono drasticamente ridurre il carico di lavoro e ridurre l'errore umano.

Cosa cercare: Piattaforme che offrano integrazione con vari fornitori, raccolta di prove automatizzata, e analisi dei dati in tempo reale.

Matproof nel Contesto

Matproof è una piattaforma che può essere considerata per le aziende europee che cercano di affrontare questi requisiti. Offre la generazione di policy AI-powered e la raccolta automatizzata di prove dai fornitori cloud, oltre a un agente di compliance per dispositivi che monitora i dispositivi in tempo reale. Può essere particolarmente utile per le banche italiane come UniCredit e Intesa Sanpaolo che operano in un contesto di alta complessità e necessitano di strumenti affidabili per gestire i rapporti sui lavoratori della catena di approvvigionamento.

Concludendo, affrontare i requisiti di ESRS S2 e CSRD relativi ai lavoratori della catena di approvvigionamento richiede una strategia proattiva, una gestione trasparente e la volontà di agire sui dati raccolti. È possibile evitare gli errori comuni e garantire che la propria organizzazione sia all'avanguardia nella gestione responsabile dei lavoratori della catena di approvvigionamento.

Iniziare: I Prossimi Passi Lei Può Seguire

Il reporting di cui all'ESRS S2 riguardanti i lavoratori della catena di valore e le pratiche di lavoro dei fornitori può sembrare un compito arduo, ma seguendo un piano d'azione chiaro, Lei può realizzare progressi significativi. Ecco un piano d'azione da cinque passaggi che Lei può cominciare a implementare questa settimana stessa:

  1. Analizzare i propri fornitori chiave: Identificare i fornitori principali e comprendere la loro catena di fornitura. Questo è il primo passo essenziale per comprendere dove e come vengono impiegati i lavoratori della catena di valore.

  2. Rivedere i propri criteri di sostenibilità: Assicurarsi che i criteri di sostenibilità siano allineati con i nuovi requisiti di reporting di CSRD e che includano i principi di ESRS S2 concernenti i lavoratori e le pratiche di lavoro.

  3. Creare un team cross-funzionale: Un team multidisciplinare può aiutare a gestire le complessità delle pratiche di lavoro dei fornitori e a garantire che i vari aspetti dell'organizzazione siano adeguatamente rappresentati nel processo di reporting.

  4. Iniziare i dialoghi con i fornitori: Iniziare a discutere questioni di lavoro e pratiche di fornitura con i fornitori, fatto che può essere fondamentale per comprendere e migliorare le loro pratiche di lavoro.

  5. Implementare sistemi di monitoraggio e controllo: Utilizzare sistemi come Matproof per automatizzare la raccolta di prove e semplificare il processo di reporting, assicurandosi che tutte le pratiche siano conformi alle norme.

Per ulteriori risorse, consultare le pubblicazioni ufficiali dell'Unione Europea e di BaFin, che forniranno ulteriori dettagli e indicazioni sulla preparazione dei report di sostenibilità.

Vincitore Rapido

Un obiettivo rapido che Lei può realizzare entro le prossime 24 ore è la revisione delle linee guida di reporting correnti e la comparazione con i nuovi requisiti dell'ESRS S2. Si tratta di un passo semplice ma efficace per iniziare a realizzare cambiamenti.

Domande Frequenti

Di seguito sono riportate alcune delle domande più frequenti riguardo al reporting di ESRS S2 sulle pratiche di lavoro dei fornitori, insieme a risposte dettagliate e pratiche che fanno riferimento alle disposizioni regolamentari.

  1. Quali fornitori devo considerare per il reporting di ESRS S2?
    Secondo l'articolo 11 della CSRD, Lei deve considerare tutti i fornitori che hanno un impatto significativo sulle sue attività e sulla strategia di sostenibilità. In altre parole, deve concentrarsi sui fornitori che forniscono beni o servizi chiave per il suo business.

  2. Quanto devo divulgare sulle mie pratiche di lavoro dei fornitori?
    Secondo l'articolo 9 della CSRD, è necessario fornire informazioni dettagliate sulle pratiche di lavoro dei fornitori, incluse le misure adottate per garantire la salute, la sicurezza e le condizioni di lavoro eccellenti. Ciò significa che deve includere dati quantitativi e qualitativi sulla manodopera, come ad esempio le ore lavorate, i livelli di remunerazione e le condizioni di lavoro.

  3. Come posso assicurare che i miei fornitori rispettino le norme di lavoro?
    Un modo efficace per garantire che i fornitori rispettino le norme di lavoro è attraverso l'esame delle certificazioni e dei sistemi di gestione, come ISO 27001 o GDPR. Inoltre, può utilizzare piattaforme di compliance come Matproof per raccogliere automaticamente le prove e monitorare le conformità.

  4. Come posso integrare i dati sui lavoratori dei fornitori nei miei report finanziari?
    Per integrare i dati sui lavoratori dei fornitori nei propri report finanziari, è necessario adottare sistemi di monitoraggio e reporting che assicurino la trasparenza e l'aggiornatezza delle informazioni. L'utilizzo di piattaforme di compliance come Matproof può semplificare questo processo, automatizzando la raccolta di prove e semplificando l'invio dei dati ai sistemi finanziari interni.

  5. Cosa devo fare se i miei fornitori non rispettano le norme di lavoro?
    Se i fornitori non rispettano le norme di lavoro, è necessario agire di conseguenza. Questo potrebbe includere la revisione dei propri criteri di sostenibilità, la negoziazione con i fornitori per migliorare le loro pratiche o, in alcuni casi, la ricerca di nuovi fornitori che soddisfino i propri standard di sostenibilità.

Conclusioni Chiave

In questo articolo, abbiamo esaminato l'importanza del reporting di ESRS S2 sulle pratiche di lavoro dei fornitori e come esso entri in gioco con la nuova direttiva di reporting di CSRD. Ecco alcuni punti chiave da tenere a mente:

  • Identificare i fornitori chiave: È fondamentale per comprendere dove e come vengono impiegati i lavoratori della catena di valore.

  • Migliorare i criteri di sostenibilità: Assicurarsi che i criteri di sostenibilità siano allineati con i nuovi requisiti di reporting.

  • Iniziare i dialoghi con i fornitori: Discutere apertamente questioni di lavoro e pratiche di fornitura può migliorare notevolmente la qualità dei propri report.

  • Implementare sistemi di monitoraggio e controllo: Piattaforme di compliance come Matproof possono automatizzare la raccolta di prove e semplificare il processo di reporting.

  • Integrare i dati dei lavoratori dei fornitori nei report finanziari: Questo assicura la trasparenza e l'aggiornatezza delle informazioni.

Matproof è un'azienda con la quale Lei può collaborare per automatizzare questo processo. Se Lei è interessato a saperne di più, può contattarci direttamente dal nostro sito, https://matproof.com/contact, per una valutazione gratuita.

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