csrd2026-02-2011 min di lettura

CSDDD Supplier Due Diligence: Requirements Beyond CSRD Reporting

CSDDD Supplier Due Diligence: Requirementi Oltre la Rapportistica CSRD

Introduzione

La saggezza di un esperto del settore potrebbe sorprendere molti dirigenti di compliance: "L'attuazione di una politica di Responsibility e Compliance (Responsabilità e conformità) non è solo una questione di check-box o di presentare relazioni ben formulate". Questa è la vera saggezza di un settore che sta vivendo un cambiamento radicale con l'introduzione della direttiva CSDDD (Supply Chain Due Diligence Directive). Per le banche e i servizi finanziari europei, questo significa affrontare i requisiti della direttiva oltre le semplici relazioni di Responsibility Sustainability Reporting (Rapportistica di Sostenibilità e Responsabilità, CSRD). La posta in gioco è alta, con multe fino a milioni di EUR, fallimenti nelle audizioni, interruzioni operative e danni alla reputazione.

Il Problema Fondamentale

Quando si parla di compliance, molti si concentrano sui meccanismi di controllo. Ma il vero costo si cela nei margini lasciati agli errori umani, nei processi inefficaci e nella gestione del rischio che non funziona. Un'azienda che non monitora adeguatamente i propri fornitori rischia di affrontare multe significative, come ha dimostrato la recente sentenza della Corte di giustizia dell'UE, che ha sanzionato aziende che non rispettano i diritti umani dei propri fornitori. Si stima che il costo effettivo di un'infrazione alla direttiva sia stato oltre i 200.000 EUR per ogni azienda colpita.

La maggior parte delle organizzazioni sbaglia nel considerare il compliance come una semplice questione di documentazione. Lo scopo della CSDDD è quello di garantire che le aziende considerino i diritti umani, l'ambiente e la governance nei loro processi di approvvigionamento. Ciò implica un'attenzione dettagliata agli aspetti umanitari, ambientali e di governance dei propri fornitori, nonché la creazione di processi che assicurino il rispetto di questi principi.

Riferendoci ai regolamenti, l'articolo 4 della direttiva CSDDD richiama l'attenzione su questi aspetti, sottolineando l'importanza di una governance di approvvigionamento solida e la necessità di valutare i rischi associati alle forniture. Tuttavia, molti falliscono nel riconoscere l'entità di questi requisiti e nel comprendere la complessità dei processi di approvvigionamento.

Perché tener conto di queste direttive non è solo un'attività di reporting, ma anche una sfida operativa che richiede di risorse significativi. Le aziende che non lo fanno rischiano di perdere tempo e denaro prezioso, oltre a subire potenziali conseguenze legali. Un esempio concreto è rappresentato dalle banche italiane, che hanno investito ingenti somme per adeguarsi alle normative, ma che devono ancora migliorare il loro processo di diligence per essere pienamente conformi.

Perché Questo È Urgente Ora

Le recenti modifiche normativi o le azioni di controllo hanno reso l'importanza della diligence sui fornitori un tema di attualità. L'Agenzia Nazionale dell'Unione Europea per la Protezione dei Dati (EDPB) e la Banca d'Italia hanno recentemente sottolineato la necessità di una governance di approvvigionamento più solida per proteggere i dati dei clienti e di fronte ai rischi legati alla cybersecurity.

Inoltre, la pressione sul mercato è in aumento, con clienti sempre più consapevoli che richiedono certificatazioni di compliance. La differenza tra dove si trovano la maggior parte delle aziende e dove dovrebbero essere è significativa. Un esempio è rappresentato dalle grandi banche come UniCredit e Intesa Sanpaolo, che hanno compiuto grandi sforzi per migliorare il proprio approccio alla compliance, ma che devono ancora affrontare sfide significative per garantire un'adeguata diligence sui fornitori.

Le conseguenze di non affrontare adeguatamente questo problema sono gravi. Non solo si rischia di subire multe significative, ma si possono anche compromettere le relazioni con i clienti e i fornitori, nonché la reputazione aziendale. E, in un'epoca in cui la trasparenza e la responsabilità sono più richieste che mai, gli investitori e i mercati sono particolarmente sensibili a questi temi.

In sintesi, la CSDDD rappresenta una sfida significativa per le aziende, ma anche un'opportunità per migliorare la governance aziendale e rafforzare la fiducia dei clienti e dei fornitori. E, con le regolazioni che diventano sempre più stringenti, è essenziale affrontare questo tema con la dovuta priorità.

Il Quadro di Soluzione

L'approccio passo dopo passo per risolvere il problema inizia con la chiara comprensione delle norme e delle richieste della direttiva CSDDD (Supply Chain Due Diligence Directive). Lei deve avere una visione d'insieme delle responsabilità che gravano sulla catena di approvvigionamento, in particolare riguardo ai diritti umani. Ecco come procedere in modo strutturato:

Identificazione dei Rischios

Il primo passo è identificare i rischi relativi ai diritti umani nel proprio supply chain. Secondo gli articoli della direttiva, questo richiede una valutazione sistematica che tenga conto delle caratteristiche e delle vulnerabilità specifiche dei diversi fornitori e dei paesi in cui operano. Si tratta di una pratica che va oltre il semplice reporting e coinvolge l'analisi dei rischi con una prospettiva di lungo termine.

Implementazione di Politiche e Procedure

Dopo aver identificato i rischi, il prossimo passo è l'implementazione di politiche e procedure che permettano di affrontarli in modo efficace. Queste misure devono essere conformi ai principi stabiliti dalla direttiva e devono essere aggiornate costantemente in base alle nuove informazioni e alle nuove esigenze che emergono.

Collaboratione con i Fornitori

L'integrazione con i fornitori è essenziale. Bisogna lavorare insieme per sviluppare delle strategie di gestione dei rischi che siano in linea con i principi della direttiva. Questo coinvolge anche la formazione e l'educazione dei fornitori riguardo alle nostre politiche e alle nostre aspettative in termini di rispetto dei diritti umani.

Monitoraggio e Reporting

Il monitoraggio periodico delle nostre attività e dei fornitori è fondamentale per garantire che le politiche siano attuate correttamente e che i rischi siano gestiti in modo efficace. Deve essere seguito da un reporting trasparente e dettagliato, conforme alle richieste della direttiva.

"Buon" vs. "Sufficiente"

La "buona" gestione dei rischi significa non solo rispettare i requisiti minimi della direttiva, ma anche cercare di essere proattivi e innovativi nella protezione dei diritti umani. Questo si traduce in un'implementazione più ampia delle politiche, un monitoraggio più dettagliato e una comunicazione più trasparente con gli stakeholder. In contrasto, "passare" semplicemente significa soddisfare i requisiti minimi, spesso con un approccio rilevantemente più ridotto e poco dinamico.

Errori Comuni da Evitare

Le organizzazioni fanno spesso errori comuni che possono essere evitati con un approccio più attento e strutturato. Ecco i tre principali:

  1. Rischios valutati insufficientemente o in modo non sistematico: Molte aziende valutano i rischi in modo troppo generico o non riescono a identificare i rischi specifici associati ai loro fornitori e alle loro attività. Questo porta a politiche e procedure inadeguate che non tengono conto delle reali vulnerabilità della catena di approvvigionamento.

  2. Collaborazione limitata con i fornitori: Le aziende spesso non collaborano adeguatamente con i fornitori per sviluppare delle politiche e procedure efficaci. Questo può portare a una mancanza di comprensione dei rischi e delle misure adottate dai fornitori per gestirli.

  3. Monitoraggio e reporting insufficienti: Molte aziende non monitorano adeguatamente le loro attività o non forniscono report dettagliati e trasparenti. Questo rende difficile garantire che le politiche siano attuate correttamente e che i rischi siano gestiti in modo efficace.

Strumenti e Approcci

Quando si tratta di gestire rischi e conformità, ci sono due approcci principali: l'approccio manuale e l'approccio automatico attraverso le piattaforme di conformità.

Approccio Manuale

L'approccio manuale ha i suoi vantaggi, soprattutto quando si tratta di gestire piccole quantità di dati o di lavorare in settori poco regolamentati. Tuttavia, ha anche dei limiti chiari, come la possibilità di errori umani, l'inefficiente utilizzo delle risorse e la mancanza di scalabilità. Inoltre, può essere estremamente difficile mantenere la conformità con i requisiti sempre più complessi e dettagliati delle normative come la direttiva CSDDD.

Piattaforme di Conformità Automatiche

Le piattaforme di conformità automatiche come Matproof possono offrire soluzioni più avanzate e complete. Questo tipo di strumenti permette di automatizzare il processo di raccolta e analisi dei dati, riducendo la possbilità di errori umani e migliorando l'efficienza. Inoltre, possono essere scalati in base alle esigenze delle aziende, rendendoli particolarmente adattati per gestire le complessità dei requisiti della direttiva CSDDD.

Quando si sceglie una piattaforma di conformità automatica, è importante considerare diversi fattori chiave:

  1. Completezza: La piattaforma deve essere in grado di gestire tutti gli aspetti della conformità, dai rischi alla gestione dei fornitori.

  2. Aiuto: Dovrebbe essere facile da usare per i team di conformità, senza richiedere un alto livello di specializzazione tecnica.

  3. Scalabilità: Deve poter gestire le esigenze delle aziende di qualsiasi dimensioni, garantendo la conformità anche in presenza di cambiamenti significativi nelle dimensioni o nella complessità dell'attività.

  4. Regolarità: La piattaforma deve essere aggiornata costantemente per rimanere in linea con le ultime modifiche alle normative.

Matproof si distingue per queste caratteristiche e rappresenta quindi una valida scelta per le banche italiane e altre istituzioni finanziarie che cercano di navigare nella complessità della direttiva CSDDD. Offre una soluzione 100% risiedente in UE, con un ente di controllo finale in Germania, che garantisce la conformità alle normative più severe in termini di protezione dei dati.

In conclusione, la gestione dei rischi umanitari nella catena di approvvigionamento è un compito complesso che va oltre il semplice reporting. Richiede un approccio strutturato e attento, che tenga conto delle esigenze specifiche delle aziende e delle industrie in cui operano. Con il giusto mix di strumenti manuali e automatici, nonché di una chiara comprensione delle norme e delle richieste, è possibile gestire in modo efficace questi rischi e garantire un'alta qualità di conformità.

Iniziare: I Tuoi Prossimi Passi

Quando si tratta di affrontare il CSDDD (Supply Chain Due Diligence), è importante avere una chiara comprensione delle norme e delle procedure di dettaglio. Ecco un piano di azione concreto che può essere seguito entro questa settimana:

  1. Revisi i requisiti legislativi: Lei dovrebbe iniziare rivedendo i requisiti del CSDDD e del CSRD CSDDD (Corporate Sustainability Reporting Directive). La Banca d'Italia e il CONSOB forniscono pubblicazioni ufficiali che offrono una guida completa.

  2. Identifica i fornitori chiave: Determinare quali fornitori presentano il maggior rischio in termini di rispetto dei diritti umani e sostenibilità. Questa è la prima fase essenziale per concentrarsi sulle aree in cui il suo impatto è maggiore.

  3. Mappa la catena di approvvigionamento: È necessario avere una visuale chiara di tutta la catena di approvvigionamento. Questo include comprendere i fornitori diretti e indiretti, i loro processi e le loro pratiche di business.

  4. Creare un piano di azione: Basato sulle valutazioni effettuate, sviluppare un piano chiaro e dettagliato per affrontare i rischi identificati e migliorare le pratiche di fornitura.

  5. Formare il personale: Assicurarsi che il personale sia a conoscenza delle normative e delle procedure di diligence dei fornitori. La formazione è un passo cruciale per garantire una corretta implementazione delle politiche.

Raccomandazioni di risorse:

  • Le linee guida della Banca d'Italia sulle responsabilità di governance e di gestione delle imprese.
  • I documenti ufficiali della CONSOB e dell'ACN sulla diligence dei fornitori.
  • La Garante Privacy fornisce anche orientamenti utili sulle questioni di privacy e dati personali.

Un successo rapido che può essere raggiunto nei prossimi 24 ore è l'inizio della formazione del personale dedicato alla compliance e alla governance, con particolare attenzione ai requisiti del CSDDD.

Domande Frequenti

  1. Qual è la differenza principale tra il CSDDD e il CSRD?
    Il CSDDD si concentra specificamente sulla diligence dei fornitori e sulla valutazione dei rischi legati ai diritti umani, mentre il CSRD si occupa più in generale della reporting di sostenibilità per le aziende, includendo aspetti economici, sociali e ambientali.

  2. Cosa succede se non si rispettano i requisiti del CSDDD?
    Non rispettare i requisiti del CSDDD può portare a sanzioni amministrative significative, nonché a potenziali azioni legali da parte delle parti interested. È quindi essenziale seguire gli standard di diligence previsti.

  3. Come posso integrare il CSDDD nella mia attuale struttura di compliance?
    È possibile integrare il CSDDD attraverso la creazione di politiche internazionali che includano una valutazione degli effetti sulla catena di approvvigionamento, formazione del personale e monitoraggio regolare dei fornitori. Utilizzare strumenti come Matproof può semplificare questo processo, offrendo una piattaforma di automazione della compliance per i requisiti di DORA, SOC 2, ISO 27001, GDPR e NIS2.

  4. Quanto tempo ci vuole tipicamente per implementare le misure del CSDDD?
    Il tempo variano a seconda della complessità della catena di approvvigionamento e della struttura aziendale. Tuttavia, un piano di azione strutturato e una chiara comprensione dei requisiti possono accelerare il processo.

  5. Come posso garantire che i miei fornitori rispettino i diritti umani?
    È necessario effettuare regolarmente valutazioni dei rischi e controlli presso i fornitori, nonché adottare misure correttive quando necessario. La trasparenza e la comunicazione aperta sono fondamentali per assicurare che i fornitori operino in modo sostenibile e rispettoso dei diritti umani.

Principali Appunti

  • Il CSDDD richiede una diligente valutazione della catena di approvvigionamento, con particolare attenzione ai fornitori chiave.
  • La formazione del personale è essenziale per garantire una corretta implementazione delle politiche di diligence dei fornitori.
  • Integrare il CSDDD nella struttura di compliance esistente può accelerare la conformità con le nuove direttive.
  • Matproof può aiutare a automatizzare questo processo, offrendo una soluzione di automazione della compliance 100% risieduta nell'UE, specificamente progettata per i servizi finanziari europei.
  • Per una valutazione gratuita e un piano di azione personalizzato, visitare https://matproof.com/contact.
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