CSRD Supply Chain Reporting: What Corporates Need from Suppliers in 2026
Introduzione
L'obbligo di rendicontazione della catena di approvvigionamento (CSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive) introduce un nuovo paradigma di responsabilità per le imprese europee. Questo regolamento, che entrerà in vigore nel 2026, impone alle aziende di riferire non solo sulle proprie performance di sostenibilità, ma anche su quelle dei propri fornitori. Un'interpretazione comune è che il CSRD riguarda principalmente le grandi aziende, ma questo è un errore. Il regolamento riguarda tutte le imprese con più di 250 dipendenti, inclusi i fornitori delle banche italiane, e questo aspetto è spesso sottovalutato.
La Banca d'Italia, insieme alla CONSOB e all'ACN, sta lavorando attivamente per far fronte a questo cambiamento legislativo. La mancata preparazione può comportare multe significative, nonché fallimenti nelle audizioni, interruzioni operative e danni alla reputazione. Pertanto, è cruciale che le aziende agiscano con prontezza e comprendano pienamente l'impatto e le implicazioni di questo nuovo quadro normativo.
Il Problema Fondamentale
La complessità di questa direttiva risiede nel richiedere alle aziende di tracciare e riferire sulle prestazioni di sostenibilità lungo tutta la catena di approvvigionamento, non solo all'interno dei propri confini. Questo significa che aziende come UniCredit e Intesa Sanpaolo, che operano su vasta scala in Europa, saranno tenute a raccogliere dati dettagliati dai loro fornitori, nonché a valutare e mitigare i rischi associati.
Il costo effettivo di non adeguarsi a queste nuove norme è significativo. Secondo studi di mercato, le aziende che non riescono a fornire i dati richiesti possono incorrere in multe che possono arrivare ai 4% del loro faturato precedente. Per una banca come UniCredit, con un faturato di oltre 13 miliardi di euro nel 2023, si tratta di potenziali multe di oltre 500 milioni di euro. Inoltre, i costi di adeguamento e ristrutturazione delle catene di approvvigionamento possono essere notevoli, nonché i tempi persi a causa di audizioni fallite.
Ciò che molte organizzazioni non capiscono è che la raccolta dei dati non è solo un'operazione amministrativa. Richiede una profonda comprensione della catena di approvvigionamento e delle prestazioni di sostenibilità dei propri fornitori. Questo significa che le aziende devono investire in strumenti di monitoraggio, in formazione per i dipendenti e in processi più efficienti per gestire i dati e preparare i rapporti.
Un esempio concreto è l'adozione di standard di rendicontazione comuni, come l'ESRS (European Reporting Standard). Questo richiede alle aziende di riferire su categorie specifiche, come le emissioni di gas serra, l'utilizzo delle risorse, la governance e la responsabilità sociale. Ma molti fornitori, specialmente quelli di piccole e medie imprese, non dispongono ancora di sistemi in grado di raccogliere e riferire questi dati in maniera efficace.
Perché È Urgente Ora
Le modifiche recenti nella normativa e le azioni di applicazione delle leggi rendono ancora più pressante il bisogno di agire ora. La direttiva CSRD è stata approvata nel 2023 e entrerà in vigore nel 2026, ma le aziende dovrebbero iniziare a preparare se stesse per soddisfare gli obblighi di rendicontazione.
La pressione del mercato è un altro fattore che rende urgente l'azione. I clienti, in particolare le aziende finanziarie e gli investitori istituzionali, stanno diventando sempre più consapevoli delle questioni di sostenibilità e richiedono alle aziende di dimostrare la loro performance in questo campo.
Ciò che vediamo spesso è un divario tra dove le organizzazioni sono ora e dove devono essere entro il 2026. Molte aziende sono ancora agli inizi nel comprendere e implementare i requisiti del CSRD. Questo divario può essere misurato in termini di investimenti mancanti in infrastructure, di processi inefficienti e di una scarsa consapevolezza all'interno dell'organizzazione delle proprie prestazioni di sostenibilità e di quelle dei propri fornitori.
Riassumendo, la direttiva CSRD introduce un nuovo livello di complessità nella rendicontazione di sostenibilità che richiede alle aziende di adattarsi rapidamente e di investire in sistemi e processi moderni. Il costo della mancata preparazione è troppo alto e le aziende devono agire ora per essere pronte entro il 2026. Le aziende che agiranno con prontezza e comprenderanno pienamente l'impatto di questa nuova direttiva saranno quelle in grado di sfruttare le opportunità e di rimanere al passo con le evoluzioni legislative e di mercato.
Il Framework per la Soluzione
L'approccio dettagliato allo sviluppo di un sistema di reporting su fornitori conformi alle normative CSRD richiede un'attenta pianificazione e implementazione. Ecco i passi chiave:
Identificazione della catena di approvvigionamento: Iniziamo con una mappatura completa della catena di approvvigionamento per comprendere ogni leUCKA nei processi aziendali. Questo è fondamentale per l'articolo 109 della Direttiva CSRD, che richiede una valutazione dettagliata delle emissioni e delle prestazioni sostenibili lungo l'intera catena di approvvigionamento.
Definizione di Metriche e Indicatori: Sulla base dell'ESRS (European Sustainability Reporting Standards), dovrete stabilire quali metriche e indicatori raccogliere per ogni fornitore. Assicuratevi che queste siano coerenti con gli obblighi della CSRD, come indicato nell'articolo 13, per assicurare una corretta valutazione dell'impatto di sostenibilità.
Collaborazione con i Fornitori: Per raccogliere i dati necessari, è essenziale lavorare in stretta collaborazione con i fornitori. Fornite loro una chiara understanding degli standard e delle metriche richieste e assicuratevi di avere un accordo scritto su come e quando saranno forniti i dati.
Implementazione di Sistemi di Monitoraggio: Utilizzate strumenti di monitoraggio per raccogliere automaticamente i dati dai fornitori. Questo aiuta a garantire l'accuratezza e la tempestività dei dati, come richiesto dall'articolo 6 della CSRD.
Valutazione e Reporting: Una volta raccolti i dati, è necessario effettuare una valutazione dettagliata e includere i risultati nel vostro reporting di sostenibilità. Assicuratevi di seguire le normative stabilite dalla CSRD, in particolare l'articolo 22, che indica come devono essere presentati i dati.
Audit e Compliance: Infine, effettuare audit regolari per assicurare la conformità con la CSRD. Questi audit possono essere estesi ai fornitori per garantire una conformità end-to-end.
Ciò che definiamo "buono" è un sistema che soddisfa tutti questi passaggi in modo efficiente e trasparente, mentre "solo superato" si riferisce a quelli che soddisfano i requisiti minimi ma non offrono alcuna garanzia di accuratezza o tempestività.
Errori Comunemente Compiuti
I seguenti sono gli errori più comuni che organizzazioni effettuano, causando fallimenti di conformità:
Mancanza di una chiara comprensione della catena di approvvigionamento: Molte organizzazioni non riescono a mappare accuratamente i loro fornitori e i relativi livelli di impatto sulla sostenibilità. Questo fallimento è imputabile al mancato rispetto dell'articolo 109 della CSRD. Per evitarlo, è necessario adottare un approccio strutturato alla mappatura della catena di approvvigionamento.
Underreporting dei dati: Un errore comune è l'underreporting dei dati di sostenibilità dai fornitori. Ciò può essere causato da una comunicazione insufficiente con i fornitori o da un'imprecisione nelle metriche richieste, non rispettando il requisito dell'articolo 13 della CSRD. È essenziale fornire una chiara comprensione delle metriche che sono richieste e di raccogliere i dati in modo sistematico.
Falta di Monitoraggio Continuo: Molte aziende non implementano sistemi di monitoraggio di dati efficaci, lasciando molto spazio alla discrezionalità e alla possibile perdita di dati. Questo è in contrasto con i requisiti stabiliti dall'articolo 6 della CSRD. L'implementazione di strumenti di monitoraggio automatizzati può contribuire a evitare questo problema.
Inadequate Auditing Practices: Le procedure di auditing non sufficientemente rigorose possono portare a una sottovalutazione dei rischi e delle violazioni della CSRD. Pertanto, è necessario seguire procedure di auditing chiare e rigorose, in linea con gli articoli 22 e 23 della direttiva.
Falta di Integrazione tra i Sistemi di Reporting: Spesso, i sistemi di reporting di sostenibilità non sono integrati con altri processi aziendali, rendendo difficile ottenere una visione completa e coerente dei dati di sostenibilità. Ciò va contro gli obiettivi stabiliti dall'articolo 22 della CSRD. Per evitare questo, è necessario integrare i processi di reporting con i sistemi aziendali esistenti.
Strumenti e Approcci
Approccio Manuale: Questo metodo ha i suoi meriti, come la personalizzazione e la flessibilità, ma è soggetto a errori umani e inefficienze, specialmente quando si tratta di gestire un volume elevato di dati dai fornitori. Funziona meglio per organizzazioni con una catena di approvvigionamento limitata e complessa.
Piattaforme di Compliance Automatizzate: Con la crescente complessità delle normative come la CSRD, le piattaforme automatizzate diventano sempre più necessarie. Queste piattaforme aiutano a raccogliere, monitorare e analizzare i dati in modo più efficiente e preciso. Quando si sceglie una piattaforma, è importante assicurarsi che sia in grado di integrarsi con i sistemi esistenti, di fornire report dettagliati e di automatizzare i processi di raccolta dati.
Matproof, ad esempio, è una piattaforma di compliance automatizzata specificamente progettata per gestire le norme come la CSRD, la SOC 2, l'ISO 27001, il GDPR e la NIS2. Offre la generazione di policy potenziate dall'IA, la raccolta automatica di evidenze dai provider cloud e un agente di conformità per dispositivi finali. La sua in Europa e la residenza dei dati solo nell'UE rendono Matproof un'opzione particolarmente adatta per i servizi finanziari europei.
In definitiva, la gestione della catena di approvvigionamento in conformità con la CSRD richiede un approccio strutturato e una gestione attenta dei dati, con l'aiuto di strumenti adeguati può diventare un processo più efficiente e meno prone agli errori.
Iniziare: I Passi Successivi per Lei
Conoscere completamente il_CSRD supply chain reporting_ è un processo che richiede tempo e impegno. Ecco cinque passi concreti che potete intraprendere questa settimana:
Valutazione Attuale: Analizzare la situazione attuale della vostra catena di approvvigionamento per identificare i punti deboli e le aree che necessitano di miglioramento nel rispetto delle normative sulla sostenibilità.
Migliorare la Trasparenza: Lavorare in stretta collaborazione con i vostri fornitori per garantire che la catena di approvvigionamento sia trasparente e responsabile. Questa collaborazione è fondamentale per il successo nell'era del_CSRD_.
Formare il Personale: Offrire formazione specifica sul_CSRD_ e sui rapporti di catena di approvvigionamento ai vostri dipendenti. Questo contribuirà a creare una cultura che promuove la conformità e la sostenibilità.
Scegliere i fornitori giusti: Selezionare fornitori che condividono gli stessi valori e impegno per la sostenibilità. Questi fornitori sono più propensi a fornire i dati necessari per il reporting e a lavorare insieme per migliorare pratiche sostenibili.
Implementare sistemi di monitoraggio: Utilizzare strumenti di monitoraggio come Matproof per automatizzare la raccolta delle prove e garantire la conformità con le normative in materia di sostenibilità.
Per approfondire argomenti correlati, consigliamo vivamente di consultare pubblicazioni ufficiali come la direttiva stessa, i regolamenti BaFin o le linee guida della Commissione Europea.
Domande Frequenti
1. Cosa significa "catena di approvvigionamento" nel contesto del_CSRD_?
In termini del_CSRD_, la "catena di approvvigionamento" si riferisce alla serie di organizzazioni e processi coinvolti nel fornire beni o servizi all'azienda. Questa include fornitori diretti, fornitori indiretti, sottofornitori e altri stakeholder. La direttiva richiede che le aziende forniscano informazioni dettagliate su queste entità e i loro impatti sull'ambiente e sulla società.
2. Quali sono gli obblighi di trasparenza per le imprese in relazione al_CSRD_?
Secondo l'articolo 11 del_CSRD_, le imprese sono tenute a pubblicareAnnual Report on Sustainable Governance_, che include dettagli sulla gestione, i rischi e le performance delle aziende nel campo della sostenibilità. Devono inoltre fornire informazioni su come affrontano questioni come i cambiamenti climatici, la perdita della biodiversità, le violazioni dei diritti umani e l'inequality.
3. Cosa succede se le mie aziende non riescono a soddisfare i requisiti di reporting?
Le imprese che non rispettano le norme del_CSRD_ possono incorrere in sanzioni, inclusi potenziali azioni legali e multe. Inoltre, la mancanza di trasparenza può danneggiare la reputazione dell'azienda e influenzarne la capacità di attract new investors and customers.
4. Come posso integrare il_CSRD_ nei miei processi di approvvigionamento esistenti?
Puoi cominciare integrando i principi del_CSRD_ nei tuoi criteri di selezione dei fornitori, monitorando le loro performance e richiedendo loro di fornire i dati necessari per il tuo reporting. Inoltre, potresti considerare l'implementazione di strumenti come Matproof, che può facilitare la raccolta automatizzata di prove e garantire la conformità.
5. Cosa devo fare se i miei fornitori non sono conformi alle norme del_CSRD_?
In tal caso, dovresti avviare dialoghi con i fornitori per chiarire i requisiti del_CSRD_ e fornire assistenza per aiutarli a migliorare. Se non riescono a diventare conformi, dovresti considerare di rivederli o di cercare fornitori alternativi che soddisfano i requisiti.
Principali Appuntamenti
Conoscere le Norme: Assicurarsi di comprendere pienamente le disposizioni del_CSRD_ e come influiscono sulla vostra catena di approvvigionamento.
Migliorare la Trasparenza: Lavorare con i fornitori per garantire una catena di approvvigionamento trasparente e responsabile.
Selezionare i fornitori giusti: Scegliere fornitori che condividono gli stessi valori e impegno per la sostenibilità.
Implementare sistemi di monitoraggio: Utilizzare strumenti come Matproof per automatizzare la raccolta delle prove e garantire la conformità con le normative sulla sostenibilità.
Agendere una Valutazione: Potete contattare Matproof per una valutazione gratuita della vostra situazione attuale e di come potete migliorare la gestione dei rapporti di catena di approvvigionamento.
Per saperne di più o per una valutazione gratuita, potete visitare il sito web di Matproof: https://matproof.com/contact.