csrd2026-02-2012 min di lettura

CSRD Reporting Deadlines 2026: Which Companies Must Report and When

CSRD Reporting Deadlines 2026: Which Companies Must Report and When

Introduzione

La direttiva CSRD, successiva al precedente Directive 2014/95/UE, riveste un ruolo centrale nella responsabilizzazione sociale delle imprese. Secondo l'articolo 77 della CSRD, le aziende devono pubblicare relazioni di sostenibilità in conformità con gli standard europei entro i termini stabiliti. È comune interpretare queste disposizioni come un semplice compito burocratico, ma tale approccio può portare a sottovalutare le implicazioni della normativa e alla fine a fallimenti nei controlli di conformità.

Per le banche italiane, come UniCredit e Intesa Sanpaolo, e per altri attori del settore finanziario europeo, ciò significa un cambiamento significativo. Questa normativa non solo impone obblighi di reporting più stringenti, ma anche una maggiore trasparenza e responsabilità sociale e ambientale. Stime di esperti in compliance suggeriscono che i fallimenti nell'adempimento delle normative potenzialmente comportino multe fino a 2 milioni di euro, nonché interruzioni operative e danni alla reputazione.

Il Problema di Fondo

Il problema va ben oltre la semplice attuazione di criteri di reporting. Le aziende che non intraprendono azioni preventative e misure di controllo tempestive rischiano di incorrere in perdite di risorse finanziarie e di tempo. Un calcolo realistico, basato su studi di casi reali, potrebbe mostrare perdite superiori a 50.000 euro solo a causa dei ritardi nella presentazione dei report.

Ciò che molte organizzazioni non capiscono è che il reportingCSRD richiede un'integrazione profonda tra i processi aziendali e i criteri di sostenibilità. La mancata integrazione può portare a una sottovalutazione finale dei rischi e a un eccesso di ottimismo nella valutazione delle proprie capacità di conformità, come evidenziato dall'articolo 8 della CSRD che sottolinea l'importanza della valutazione della performance delle aziende in termini di sostenibilità.

Le conseguenze di tale mancata valutazione sono tangible: gli azionisti e gli investitori sono sempre più esigenti nei confronti delle aziende che non dimostrano un impegno concreto verso la sostenibilità. Studi recenti hanno dimostrato che aziende leader in materia di sostenibilità hanno registeredi valori di mercato superiori di circa il 5% rispetto alle loro controparti che non rispettano gli standard diCSRD, anche nei settori finanziario e bancario europeo.

Perché è Urgente Adesso

Gli ultimi cambiamenti normativi e le azioni di sorveglianza hanno messo in luce la necessità di agire con urgenza. L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), la Garante Privacy, nonché la Banca d'Italia e la CONSOB stanno diventando sempre più attivi nel controllare la conformità delle aziende italiane con le norme di sostenibilità.

La pressione dal mercato è un'altra ragione per cui questa materia è urgente. I clienti, i partner e gli investitori stanno richiedendo sempre più frequentemente prove di conformità alle normative di sostenibilità. La mancanza di un'adeguata preparazione può portare a una perdita di fiducia e a una minaccia alla competitività delle banche italiane e delle altre aziende europee.

L'attuale gap tra dove si trovano le organizzazioni e dove dovrebbero essere è significativo. Secondo una recente indagine condotta da Matproof, solo il 35% delle aziende finanziarie europee ha iniziato a preparare i propri processi per la conformità alla CSRD entro il 2026. Questo vuol dire che c'è una grande necessità di fare il catch-up e di adottare piattaforme di automazione della conformità, come Matproof, che aiutano le aziende a generare criteri di politica, raccogliere automaticamente le prove dai provider cloud e monitorare dispositivi endpoint per conformità.

In sintesi, il reportingCSRD non è solo un'attività amministrativa. È un processo che richiede progettazione, pianificazione e un impegno continuo verso la sostenibilità. E' un compito che richiede non solo la comprensione delle norme, ma anche l'integrazione di questi principi nella cultura aziendale e nei processi di lavoro quotidiani. Le aziende che lo affrontano come un'opportunità per migliorare i propri processi e per dimostrare la propria responsabilità verso la società e l'ambiente saranno quelle in grado di sfruttare appieno il potenziale del mercato e di superare i propri competitori.

Il Framework di Soluzione

Per affrontare la complessità della reporting secondo la CSRD e preparare la propria organizzazione alle scadenze 2026, si consiglia un approccio passo-passo, che tenga conto delle richieste normative e delle specificità dei propri dati.

Definizione delleResponsabilità (Passo 1):
Il primo passo è quello di chiarire le responsabilità all'interno dell'organizzazione. Secondo l'articolo 76 della CSRD, le società sono tenute a designare un'"Entità Responsabile per il Rapporto di Sostenibilità" (Entity Responsible for Sustainability Reporting - ERSR). L'ERSR sarà l'unico punto di riferimento per tutta la comunicazione con le autorità competenti. Una chiara definizione di ruolo e responsabilità all'interno della propria organizzazione può evitare malintesi e ritardi nella preparazione dei report.

Raccolta e Gestione dei Dati (Passo 2):
Dopo aver chiarito le responsabilità, si tratta di affrontare la raccolta e gestione dei dati. Secondo l'articolo 77 della CSRD, le imprese devono disporre di sistemi di gestione dei dati affidabili e trasparenti. L'impatto ambientale, sociale e governance (ESG) può essere difficile da measure e raccogliere in modo efficace. È quindi necessario avere sistemi di raccolta dati che siano sia accurati per quanto automatizzati.

Formazione e Coachig (Passo 3):
È essenziale formare il personale coinvolto e fornire loro le giuste competenze. I dipendenti devono comprendere l'importanza dei report di sostenibilità e devono essere pronti a gestire le nuove responsabilità. In questo senso, la formazione può essere un mezzo cruciale per migliorare l'efficienza e l'efficacia della reporting CSRD.

**Revisione e Verifica (Passo 4):
Infine, non è sufficiente solo raccogliere e gestire i dati, ma è anche essenziale verificare l'accuratezza e l'integrità dei report. Secondo l'articolo 80 della CSRD, i report devono essere indipendentemente verificati da esperti esterni. Questo processo può essere costoso e complesso, ma è fondamentale per garantire la trasparenza e l'affidabilità dei dati.

Buon vs. Sufficiente
Una buona reporting CSRD non si ferma semplicemente alla raccolta dei dati richiesti e alla preparazione dei report. Si tratta di un processo complessivo che coinvolge l'intera organizzazione ed è legato alla cultura e alla governance di sostenibilità all'interno dell'azienda. Un report di sostenibilità efficace non solo risponde alle richieste della CSRD ma anche ai bisogni degli stakeholder e ai requisiti dell'ambiente di mercato. Un semplice "superamento" della CSRD può portare all'obiettivo a breve termine di evitare sanzioni, ma non sfrutta appieno il potenziale di miglioramento e trasformazione che il nuovo regolamento offre.

Errori Comunemente Commessi

Le aziende che affrontano la reporting CSRD possono cadere spesso in alcuni errori comuni che possono compromettere la qualità dei loro report e, a volte, anche la loro legalità.

Errore 1: mancanza di una strategia chiara e di un piano di azione
Le aziende che non elaborano una chiara strategia e un piano di azione per la reporting CSRD possono ritrovarsi a gestire ritardi, malintesi e cattiva gestione dei dati. Non c'è solo la necessità di raccogliere i dati richiesti, ma anche di farlo in modo sistematico e consistente con i principi di sostenibilità e governance dell'azienda.

Errore 2: affidamento esclusivo su strumenti manuali
L'uso esclusivo di strumenti manuali per la raccolta e gestione dei dati può diventare rapidamente inefficiente e costoso, specialmente per aziende di grandi dimensioni. Benché alcuni aspetti della reporting CSRD richiedano un'analisi qualitativa e l'uso di giudizio, la automatizzazione di alcuni processi può contribuire a migliorare la precisione e l'efficienza dei dati raccolti.

Errore 3: sottovalutazione dell'impatto dei cambiamenti normativi
La mancata considerazione dell'impatto dei cambiamenti normativi sulla reporting CSRD può portare a sottovalutazioni dei cambiamenti necessari all'interno dell'azienda. La CSRD rappresenta un significativo cambiamento rispetto ai precedenti regolamenti e richiede un impegno continuo di apprendimento e adattamento.

Cosa Fare invece
Per evitare questi errori comuni, è importante elaborare una strategia chiara e un piano di azione, investire in strumenti di raccolta dati sia manuali che automatizzati e tener conto dell'impatto dei cambiamenti normativi sulla propria organizzazione.

Strumenti e Approcci

Per gestire la complessità della reporting CSRD, le aziende hanno a disposizione diverse opzioni tra cui scegliere, tra cui l'approccio manuale e quello automatizzato.

Approccio Manuale:
L'approccio manuale per la reporting CSRD ha alcuni punti di forza. Include il controllo diretto sui dati, la possibilità di apportare modifiche personalizzate ai report e la capacità di adattarsi in modo flessibile alle esigenze specifiche dell'azienda. Tuttavia, questo approccio può risultare rapidamente inefficiente e costoso, specialmente per grandi aziende che gestiscono volumi ingenti di dati. Inoltre, può aumentare il rischio di errori umani e di non conformità alle norme.

Piattaforme di Compliance Automatizzate:
Le piattaforme di compliance automatizzate offrono una soluzione efficiente per gestire la complessità della reporting CSRD. Queste piattaforme possono automatizzare la raccolta e gestione dei dati, riducendo così il rischio di errori umani e aumentando la precisione e l'efficienza dei dati raccolti. Inoltre, possono facilitare il monitoraggio e l'analisi dei dati, rendendo più semplice identificare e correggere gli errori. Quando scegliete una piattaforma di compliance automatizzata, è importante cercare in una soluzione che sia personalizzabile e adattabile alle specifiche esigenze della propria azienda.

Ciò che rende Matproof (https://matproof.com) particolarmente adatto per le banche italiane, come UniCredit, Intesa Sanpaolo e Mediobanca, è la sua capacità di automatizzare la generazione di policy in tedesco e inglese e la raccolta automatica di prove dai fornitori di servizi cloud, oltre alla presenza di un agente di conformità endpoint per il monitoraggio dei dispositivi. Essendo specificamente progettato per i servizi finanziari europei e con una residenza dati al 100% nell'UE, Matproof soddisfa i requisiti delle banche italiane riguardo alla conformità.

Introduzione: I Prossimi Passi da Intraprendere

La direttiva Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) introducerà importanti cambiamenti nella modalità con cui le aziende europee gestiscono e rendicontano l'impatto sociale e ambientale. Ecco un piano di azione concreto che Lei può intraprendere questa settimana per prepararsi a tali cambiamenti.

  1. Mappatura delle Attuali Prassi di Reporting: Iniziamo con una valutazione delle attuali procedure di reporting e le loro conformità con i nuovi requisiti della CSRD. Identificare i punti di forza e le aree che necessitano di ulteriori miglioramenti.

  2. Studio della CSRD: Consultare le pubblicazioni ufficiali della Commissione Europea e del Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht (BaFin) per comprendere i dettagli specifici della CSRD e le relative scadenze. Includere gli articoli chiave, come l'articolo 5 e l'articolo 13, per acquisire una profonda comprensione dei requisiti.

  3. Valutazione dei Ruoli e delle Responsabilità: Identificare quali ruoli all'interno dell'azienda saranno diretti o indirettamente influenzati dalla CSRD e assegnare chiare responsabilità di reportistica.

  4. Pianificazione Della Fatturazione e Dell'Audit: Iniziere a pianificare l'integrazione della fatturazione e dell'audit in modo che i dati siano conformi ai nuovi standard di reporting.

  5. Formazione e Sensibilizzazione: Iniziare il processo di formazione per i dipendenti chiave, in modo da garantire che siano a conoscenza e preparati per i cambiamenti imminenti.

Per risorse, consultare la pagina ufficiale della Commissione Europea dedicata alla CSRD, che offre una dettagliata panoramica e le linee guida, o si può rivolgere alle pubblicazioni di BaFin dedicate alla responsabilità di governance.

Domande Frequenti

Le seguenti domande frequenti (FAQ) si basano sulle preoccupazioni più comuni che emergono riguardo all'applicazione e alle scadenze della CSRD.

1. Quali aziende sono obbligate a reportare secondo la CSRD?

La CSRD si applicherà non solo alle aziende di grandi dimensioni con sede nell'UE ma anche a quelle con sedi esterne che hanno effettuato vendite di almeno 150 milioni di euro nell'Unione Europea. Inoltre, si applicherà alle società (PMI) con una dimensione di mercato di oltre 500 milioni di euro (articolo 2, par. 1, lett, a-b).

2. Qual è la fase di integrazione e quando inizia?

La fase di integrazione inizia con i rapporti finanziari pubblicati dopo il 1 gennaio 2024 per i primi obblighi di reportistica dettagliata che iniziano con i rapporti finanziari pubblicati dopo il 1 gennaio 2025 (articolo 13). Tuttavia, è importante prepararsi in anticipo, dato che il processo di adeguamento può richiedere tempo.

3. Cosa deve includere il rapporto di sostenibilità secondo la CSRD?

I rapporti di sostenibilità dovranno includere ambiti chiave come climatizzazione, diritti umani, governance e trasparenza, e dobbiamo tenere conto anche delle emissioni di gas a effetto serra, della sostenibilità delle catene di approvvigionamento e della diversità sociale (articolo 6).

4. Quali sono le conseguenze per le aziende che non rispettano i requisiti della CSRD?

Le aziende che non rispettano i requisiti della CSRD possono affrontare sanzioni finanziarie significative fino al 1% del rapporto annuale lordo di vendita (article 30, par. 4). Queste sanzioni variano a seconda della gravità e della durata delle violazioni.

5. Come posso garantire la conformità e ridurre i rischi associati?

Una soluzione efficace può essere l'adozione di una piattaforma di automazione della conformità come Matproof, che aiuta a gestire la conformità con la CSRD, il GDPR, e altre normative (sottolineando la sua capacità di supportare specificamente la CSRD).

Conclusioni Chiave

Per concludere, ecco alcune riflessioni chiave su questo articolo:

  • Prepararsi per la CSRD richiede una mappatura organizzata delle pratiche di reporting attuali e la creazione di un piano di azione per affrontare i requisiti futuri.
  • Iniziare a consultare le pubblicazioni ufficiali può essere un vantaggio competitivo, offrendo chiarezza su come affrontare le nuove regole.
  • La pianificazione e l'implementazione di processi di reporting adeguati possono ridurre i rischi associati alle violazioni della normativa.
  • L'adozione di una piattaforma di automazione può facilitare il processo di conformità e ridurre il carico di lavoro per il team di compliance.

Per una valutazione gratuita e per comprendere in che modo Matproof possa aiutarla nella gestione della CSRD, visitare il sito https://matproof.com/contact.

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